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1

Pressione

atmosferica

fattori

geografici

come

l’altitudine

nebbie/nubi

precipitazioni

liquide: pioggia

fronte polare

fronte freddo
fronte caldo
fronte occluso

solide

neve
grandine

spostamento

di aria:

vento

isobare

zone con diversa

pressione atmosferica

aree anticicloniche

aree cicloniche

regolato da

dipende da vari

rappresentata mediante le

associati al

che evolve in

che individuano

Umidità

atmosferica

evaporazione dal mare,

dai laghi, dai fiumi, dalle piante

proviene da

condensando

origina

anticicloni

temporanei
cicloni temporanei

cicloni tropicali

cicloni extratropicali

Tempo
atmosferico

meteorologici come

la temperatura,

l’umidità

L’ATMOSFERA TERRESTRE

latitudine
stagione
ora del giorno
esposizione
e pendenza del versante

separate da

tropopausa

dal basso

verso l’alto

dipende da fattori diversi

che dipende da

con

Temperatura
dell’aria

altitudine
angolo d’incidenza dei raggi solari

distribuzione delle terre e dei mari
copertura vegetale

troposfera

separate da

stratopausa

stratosfera

ozonosfera

separate da

mesopausa

mesosfera

separate da

termopausa

termosfera

esosfera

Struttura a strati

dell’atmosfera


2

Caratteristiche dell’atmosfera

L’atmosfera è un involucro aeriforme che circonda la Terra, costituito da un miscuglio

di gas: prevalentemente azoto, per un quinto ossigeno e piccole quantità di altri gas.

L’atmosfera è trattenuta dalla forza di gravità e si estende per centinaia di kilometri,

diventando sempre più rarefatta verso l’alto. In essa sono riconoscibili diversi strati

sovrapposti, dalle caratteristiche diverse.

La troposfera è la parte più bassa dell’atmosfera: ha un’altezza media di circa 12 km

(8 sui poli, 17 sull’Equatore). Comprende il 75% della massa di tutta l’atmosfera e quasi

tutto il vapore acqueo presente nell’aria. Qui avvengono i principali fenomeni atmosfe-

rici: venti, nubi, precipitazioni ecc.

Nella stratosfera l’aria è sempre più rarefatta. Il vapore acqueo e il pulviscolo dimi-

nuiscono; perciò qui non si formano nuvole che diano precipitazioni. La temperatura

della stratosfera aumenta verso l’alto a causa di uno strato di ozono che, assorbendo

buona parte dell’energia proveniente dal Sole, si riscalda.

Nella mesosfera i gas diventano molto rarefatti e c’è un aumento percentuale di quel-

li più leggeri (idrogeno, elio). La mesosfera contiene un gran numero di ioni.

Nella termosfera l’aria è molto diversa da quella degli strati più bassi. La ionizzazione

dell’aria è ancora più intensa, tanto che la termosfera viene detta anche ionosfera.

L’esosfera è la parte più esterna dell’atmosfera: le particelle gassose non sono più

attratte dalla gravità terrestre e non partecipano più alla rotazione del pianeta.

2

500

1

000

900

800

700

600

500

400

300

200

100

50

40

30

20

10

0

altezza in km

om

os

os

fe

fe

ra

et

et

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er

e

os

os

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fe

e

ra

a

u

r

o

r

e

p

o

la

r

i

frangia dell’atmosfera

troposfera

esosfera

stratosfer

a

m

esosfera

termosfera

ozonosfera

ionosfera

stratopaus

a

tropopausa

mesopausa

termopaus

a

0° C

0° C

�80° C

17° C

70° C

20

50

80

160

tra 20 e 50 km
la temperatura
aumenta

tra 50 e 80 km
la temperatura
diminuisce

oltre gli 80 km
di quota la
temperatura
aumenta

tra 0 e 20 km di quota
la temperatura
diminuisce (di 0,6 °C
ogni 100 m)

m

e

t

e

o

r

o

i

d

i


background image

3

L’aria contiene anche vapore acqueo, che si trova concentrato negli strati più bassi dell’at-

mosfera; esso proviene quasi interamente dall’evaporazione dell’acqua degli oceani.

L’atmosfera contiene anche delle polveri finissime, che provengono sia dalla superfi-

cie terrestre (come le ceneri degli incendi e delle eruzioni vulcaniche, le sabbie sottilis-

sime, i fumi industriali ecc.), sia dallo spazio. Queste polveri costituiscono il cosiddetto

pulviscolo atmosferico.

L’atmosfera non ha sempre avuto le sue caratteristiche attuali. Quando la Terra era

formata di materiale fuso, a temperatura altissima, l’atmosfera primordiale (4,6 miliardi

di anni fa) doveva essere ricca di idrogeno, metano, ammoniaca ed elio, e priva di azoto

e ossigeno.

Il riscaldamento terrestre

Il Sole produce senza sosta una notevole quantità di energia e la emette sotto forma di

onde elettromagnetiche. Di tutta questa energia, alla Terra perviene soltanto una por-

zione molto piccola, pari a circa mezzo miliardesimo del totale.

La Terra assorbe le radiazioni che hanno attraversato l’atmosfera e si riscalda. Come

conseguenza, emette anch’essa energia, sotto forma di calore.

Le radiazioni riemesse dalla Terra (verso l’alto) hanno una lunghezza d’onda mag-

giore di quelle che provengono direttamente dal Sole. La maggiore lunghezza d’onda

fa sì che esse non riescano a riattraversare l’atmosfera, che le rimanda indietro, verso la

superficie terrestre.

Questo comportamento dell’atmosfera viene solitamente chiamato effetto serra.

I responsabili dell’assorbimento del calore emesso dalla Terra – i cosiddetti gas serra

– sono principalmente il vapore acqueo, l’anidride carbonica, gli ossidi di azoto e il me-

tano. La presenza di questi gas nell’atmosfera fa sì che la temperatura superficiale della

Terra sia attualmente circa 35 °C più alta di quella che si avrebbe in loro assenza.

L’atmosfera si riscalda più «dal basso» che direttamente ad opera dei raggi solari.

Per questo motivo salendo in quota la temperatura dell’aria diminuisce.

La differenza tra la radiazione solare in entrata e quella terrestre in uscita costituisce

il

bilancio termico del pianeta.

Radiazione solare che giunge al

limite superiore dell’atmosfera (100%)

Radiazione in uscita (69%)

Radiazione solare riflessa

dall’atmosfera (31%)

dalla superficie

terrestre

Radiazione

dalla

superficie

Radiazione

assorbita dall’atmosfera

(20%)

Controradiazione

Radiazione assorbita dalla superficie terrestre (49%)

dall’atmosfera


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4

La temperatura dell’aria dipende, oltre che dall’altitudine, da altri fattori geografici:

1. dall’inclinazione dei raggi solari che giungono alla superficie terrestre.

I fattori che determinano l’inclinazione dei raggi solari sono vari: astronomici (lati-

tudine, stagione e ora del giorno) e topografici (pendenza del versante e sua esposizio-

ne).

2. dalla distribuzione delle terre emerse e

dei mari.

Il fenomeno dipende dal fatto che

terre e acque hanno un diverso com-

portamento termico: in genere, cioè, le

rocce si riscaldano e si raffreddano più

rapidamente di quanto faccia l’acqua.

3. dalla copertura vegetale (la vegetazio-

ne assorbe l’energia solare utilizzandola

per le proprie funzioni vitali).

inquinamento atmosferico e buco nell’ozonosfera

Le impurezze dell’aria (naturali o prodotte dalle attività umane) vengono trasportate

dai venti. Perciò, gli effetti prodotti dalle sostanze inquinanti si fanno sentire anche a

grande distanza dal luogo di immissione nell’atmosfera.

Una delle più preoccupanti forme di inquinamento atmosferico che interessa la Terra

è l’aumento della percentuale di anidride carbonica (in formula CO2) contenuta nell’aria.

Questo aumento è in parte dovuto alla combustione del carbone fossile e del petrolio,

che aumenta sempre più, e in parte ai diboscamenti in varie zone del pianeta; la minore

copertura vegetale riesce infatti ad assorbire (mediante la fotosintesi clorofilliana) meno

anidride carbonica.

Come altri gas serra, l’anidride carbonica impedisce che le radiazioni infrarosse emes-

se dalla Terra si disperdano nello spazio. La Terra irradia quindi verso lo spazio meno

energia di quanta ne assorba dal Sole.

Questo squilibrio energetico causa, gradualmente, il riscaldamento della Terra.

A. La radiazione

solare penetra nell’acqua

e propaga il calore anche

in profondità, riscaldando

moderatamente una

grande massa d’acqua.

C. L’acqua si riscalda

lentamente perché ha

un elevato calore specifico.

F. Sulle terre emerse non si verifica

il rimescolamento dei materiali superficiali.

B. Il rimescolamento

dell’acqua del mare

ar

rinnova continuamente

am

am

lo strato superficiale e

ci

distribuisce il calore

ore

fino a profondità elevata.

evat

ele

a.

E. Le terre emerse si riscaldano

e si raffreddano più rapidamente

perché hanno un basso calore specifico.

D. La radiazione

solare riscalda uno

strato sottile delle

terre emerse.

anidride carbonica e altri gas serra

radiazione

dal Sole

(onde corte)

radiazione

dalla Terra

(onde lunghe)


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5

I

clorofluorocarburi (o Cfc) sono, invece, i principali responsabili della riduzione della

quantità di ozono nella stratosfera.

I clorofluorocarburi sono gas composti di cloro, fluoro e carbonio, usati – soprattutto in

passato – nei sistemi refrigeranti, come i frigoriferi. Questi gas, una volta giunti nella stra-

tosfera, assorbono i raggi ultravioletti e liberano gli atomi di cloro che contengono. Il cloro

«attacca» le molecole di ozono, combinandosi con esse e liberando molecole di ossigeno.

Al contrario della molecola di ozono (formata da 3 atomi di ossigeno), la molecola di ossi-

geno (formata da 2 atomi di ossigeno) non è in grado di assorbire le radiazioni ultraviolette

provenienti dal Sole. Un aumento delle radiazioni ultraviolette in arrivo sulla superficie ter-

restre potrebbe causare gravi danni all’uomo e soprattutto agli invertebrati e alle piante.

La pressione atmosferica e i venti

Anche l’aria ha un peso che grava sulla superficie terrestre, per via dell’attrazione gra-

vitazionale che la «attira» verso il centro della Terra. Il rapporto tra il peso dell’aria e la

superficie su cui essa grava si chiama pressione atmosferica.

La pressione atmosferica è espressa spesso in millimetri di mercurio (mmHg, dove

Hg è il simbolo chimico del mercurio). In meteorologia si usa il millibar (mb). Nel Si-

stema Internazionale l’unità di pressione è il pascal (Pa).

La pressione atmosferica non è costante: in una stessa località varia da momento a

momento; e, spostandosi sulla superficie terrestre, varia da luogo a luogo.

I fattori che determinano questi cambiamenti della pressione atmosferica sono tre.

1. La pressione diminuisce con l’altitudine.

2. La pressione diminuisce al crescere della temperatura dell’aria.

3. La pressione esercitata su una superficie da una massa di aria umida (cioè che contie-

ne vapore acqueo) è minore di quella esercitata sulla stessa superficie da una massa di

aria secca di pari volume.

Le differenze di pressione atmosferica danno origine ai movimenti di masse d’aria

che chiamiamo venti. L’aria si muove sempre da un’area di alta pressione (o anticiclone,

dove è più densa e quindi più pesante) a un’area di bassa pressione (o ciclone, dove è

meno densa e meno pesante).

Ne sono esempi sia i movimenti d’aria su grande scala, i monsoni, sia quelli su piccola

scala, le brezze.

Una causa dei sistemi di venti che coinvolgono regioni molto ampie è il diverso ri-

scaldamento delle terre e dei mari. Ad esempio, nell’Oceano Indiano e nella fascia con-

alta pressione:

anticiclone

bassa pressione:

ciclone


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6

tinentale che va dalle coste della Somalia a quelle della Cina orientale si hanno dei venti

periodici chiamati monsoni.

I venti possono manifestarsi anche su scala ridotta, e il meccanismo è lo stesso: l’aria si

muove da zone dove la pressione è più alta a zone dove è più bassa.

In riva al mare, per esempio, durante il giorno le rocce si riscaldano più rapidamente

dell’acqua e riscaldano maggiormente gli strati d’aria sovrastanti. Sulla terraferma si

stabilisce, perciò, una condizione di bassa pressione, mentre sul mare la pressione è più

alta. Ciò mette in movimento l’aria dal mare verso la terra (brezza di mare).

Di notte, invece, la terra si raffredda più rapidamente; gli strati d’aria presenti sulla

terra diventano più freddi di quelli sull’acqua e quindi la pressione più alta si stabilisce

sulla terraferma. L’aria si muove dalla terra verso il mare (brezza di terra).

La circolazione generale dell’aria

Mentre su scala locale i venti soffiano in modo irregolare e discontinuo, su scala globale

si possono individuare alcune fasce ben delimitate, in cui essi spirano secondo direzioni

prevalenti. Ad esempio, nell’emisfero boreale gli alisei sono venti che soffiano costante-

mente da Nord-Est verso Sud-Ovest, mentre i venti occidentali spirano alle medie latitu-

dini da Sud-Ovest verso Nord-Est.

Analoghi sistemi di venti costanti esistono anche nell’emisfero australe della Terra.

monsone invernale

(secco)

aria più calda

bassa pressione

aria più fresca

alta pressione

assenza

di piogge

limitate zone

da cui i venti

possono attingere

vapore acqueo

monsone estivo

(carico di umidità)

aria più calda

bassa pressione

forti

piogge

i venti

attingono molto

vapore acqueo

dall’oceano

aria più fresca

alta pressione

c

el

la

d

i

fl

u

ss

o

al

su

ol

o

c

e

lla

d

i

cella polare

venti orientali polari

venti occidentali

bassa

pressione

subpolare

cella di Ferrel

cella di Hadley

venti occidentali

alta pressione

polare

b

a

ss

a

p

re

s

s

i

o

ne

eq

ua

torial

e

al

ta p

re

ssi

on

e

s

u

b

t

ropi

c

a

le

ali

sei di

sud

e

s

t

a

l

isei

d

i

n

o

rdes

t

I venti diretti dalle alte
pressioni subtropicali
verso le basse pressioni
subpolari prendono
il nome di

venti occidentali.

I venti che muovono
dalle alte pressioni sub-
tropicali verso l’Equatore
sono chiamati

alisei.

Vengono deviati dalla
forza di Coriolis e spi-
rano quindi da Nord-Est
nell’emisfero setten-
trionale e da Sud-Est in
quello australe.

I venti che vanno
dalle alte pressioni
polari verso le medie
latitudini sono chia-
mati venti polari.


background image

7

Mentre le traiettorie dei venti che spirano alle basse quote sono notevolmente influen-

zate dall’attrito con la superficie terrestre, mano a mano che si sale in quota gli effetti

dell’attrito si fanno sentire sempre meno e – sopra ai 3000-5000 metri di altitudine – i

venti spirano con grande regolarità e costanza.

Un sistema di correnti occidentali è presente in entrambi gli emisferi; è maggiormen-

te intenso sopra le zone temperate della Terra. Qui si hanno rapidissimi flussi d’aria

spessi alcuni kilometri e larghi oltre 500 km: a questi venti, che raggiungono velocità di

500 km/h, è stato dato il nome di correnti a getto.

In ogni emisfero esistono: la corrente a getto subtropicale, localizzata in una fascia

compresa tra i 25 e i 35° di latitudine, e la corrente a getto del fronte polare, che si trova

invece a una latitudine di circa 60°.

L’umidità dell’aria e le nuvole

Il

vapore acqueo è uno dei componenti più importanti dell’atmosfera. È presente in

quantità molto variabili, a seconda dei periodi dell’anno e delle diverse regioni della

Terra.

L’umidità assoluta è la quantità di vapore acqueo (in grammi) che si trova in 1 m3

d’aria. Essa aumenta con l’aumentare della temperatura.

L’aria non può contenere una quantità illimitata di vapore acqueo: giunta alla quan-

tità massima possibile, si dice che è satura.

Come l’umidità assoluta, anche il quantitativo di saturazione di vapore acqueo di-

pende dalla temperatura: più essa è alta, più vapore può essere contenuto in un volu-

me d’aria.

30°

30°

60°

60°

Equatore

correnti

occidentali

correnti

occidentali

correnti
orientali

A

A

B

B

B

B

B

A

A

A

E

qu

at

o

r

e

Nell’alta troposfera la circolazione dell’aria è costante e
regolare. A quasi tutte le latitudini (ma con differenti velo-
cità) si originano correnti occidentali.

La corrente a getto del fronte polare ha un andamento assai
irregolare e forma delle profonde saccature.

La corrente a getto subtropicale è pressoché rettilinea.

Soltanto in una stretta fascia a cavallo dell’Equatore spirano
correnti orientali (sono i riflessi, ad alta quota, degli
alisei).


background image

8

L’

umidità relativa è il rapporto tra l’umidità assoluta e il limite di saturazione (cioè

l’umidità «massima» a una certa temperatura). L’umidità relativa si esprime in percen-

tuale, secondo la formula:

umidità relativa = umidità assoluta / umidità massima X 100.

L’umidità relativa dell’aria satura è del 100%.

Quando la temperatura di una massa di aria ricca di vapore acqueo diminuisce, il va-

pore condensa.

Ad esempio, quando una massa d’aria umida incontra una montagna, per superarla

è costretta a salire. Salendo, viene a trovarsi a pressioni minori e quindi si espande.

L’espansione fa diminuire la temperatura dell’aria, e il vapore acqueo in essa contenuto

condensa. Sul versante di salita si formano le nuvole e spesso piove.

Causa dello spostamento verso l’alto può essere anche l’incontro con un’altra massa

d’aria più densa che si incunea sotto la prima.

La

condensazione è il passaggio dell’acqua dallo stato aeriforme a quello liquido. Se

la temperatura è molto bassa, il vapore passa direttamente allo stato solido (sublimazione).

Il risultato di questi processi è la formazione di goccioline liquide, del diametro di

circa 1/100 di mm, o di microscopici aghi di ghiaccio.

10 g

di vapore acqueo

20 g

100 g

umidità

relativa

(U.R.) 2 0 %

U.R.

40 %

U.R.

100 %

rimane
costante
la temperatura

aumenta
l’umidità
relativa

rimane costante l’umidità
massima possibile


aumenta l’umidità assolua

5 °C

16 °C

32 °C

umidità

relativa

(U.R.) 10 0 %

U.R.

50 %

U.R.

20 %

aumenta la
temperatura

aumenta l’umidità
massima possibile

rimane costante
l’umidità assoluta

diminuisce
l’umidità relativa

pioggia

A Una massa d’aria calda,

ricca di vapore acqueo,

comincia a salire

(talvolta rimanendo

non visibile).

B In corrispondenza di una certa quota l’aria - umida

e ora più fredda - raggiunge il «livello di condensazione»,

causando la formazione di nuvole.

C Salendo ancora, la diminuzione ulteriore di temperatura provoca la formazione

di gocce più grandi, che cadono al suolo come pioggia.

D L’aria, divenuta più fredda ma a questo punto meno

umida, scende lungo il versante opposto.

E Mentre scende, la massa d’aria

si riscalda e origina un vento

caldo e asciutto.


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9

A causa della loro leggerezza, le goccioline d’acqua e gli aghetti di ghiaccio rimangono

sospese nell’aria e formano le nebbie e le nuvole.

Le nuvole si formano a partire da qualche centinaio di metri dal terreno e sono in

gran parte contenute entro il limite superiore della troposfera.

Le nuvole hanno un aspetto molto vario: possono essere diverse per forma, per colo-

re e per dimensioni.

cumulonembo

nembostrato

strato

cumulo

stratocumulo

altostrato

cirrostrato

cirrocumulo

cirro

altocumulo

nebbia

10 000

8 000

6 000

4 000

2 000

altitudine (m

)

A Le nuvole alte (cirri, cirrocumuli, cirrostrati), che si
formano sopra gli 8000 m, sono costituite da minuscoli
aghetti di ghiaccio. Queste nuvole hanno spesso un aspetto
filamentoso e non provocano precipitazioni.

B Le nuvole medie
(altocumuli e altostra-
ti), che si trovano tra
i 4000 e gli 8000 m,
sono formate in pre-
valenza da goccioline
d’acqua e si presentano
a chiazze o in banchi
estesi e compat-
ti. Possono essere
associate a piogge e a
volte preannunciano le
tempeste.

C Le nuvole basse (stratocumuli, nembostrati, strati),
che si formano sotto i 4000 m, presentano aspetti molto
vari: in strati uniformi, in ammassi isolati, con contorni
frastagliati e con basi nerastre. Queste sono le nubi che
portano la maggior parte delle precipitazioni.

D I cumulonembi
sono associati ai
temporali.
(I cumuli, invece,
sono le nubi del
bel tempo.)

E La nebbia si
forma vicino al
suolo, quando
l’aria umida
viene a contatto
con una superfi-
cie fredda.


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10

Le precipitazioni meteoriche

Le nuvole sono composte da goccioline d’acqua (o aghetti di ghiaccio) che si muovono

di continuo verso il basso ma evaporano appena incontrano strati d’aria più caldi.

Quando le goccioline d’acqua (o le particelle di ghiaccio), raggiungono dimensioni

tanto grandi da non poter più essere sostenute dall’aria, hanno luogo le precipitazioni.

Le precipitazioni più comuni e frequenti sono in forma liquida, come pioggia; ma alle

medie e soprattutto alte latitudini anche quelle solide (neve e grandine) non sono rare.

La

distribuzione delle pre-

cipitazioni sulla superficie

terrestre non è uniforme. La

piovosità tende a diminuire

con la latitudine, come acca-

de per la temperatura.

La distribuzione geografi-

ca delle precipitazioni viene

rappresentata sulle carte me-

diante le isoiete, cioè le linee

ideali che uniscono tutti i

luoghi che ricevono la stessa

quantità media di precipita-

zioni in un anno, oppure nei

singoli mesi.

Le piogge acide sono

precipitazioni contaminate

dall’immissione di ossidi di

evaporazione

livello oltre il quale

la temperatura

scendesotto 0 °C

grandine

pioggia

nube satura

vento

vento

neve

0 °C

la

t

em

p

er

at

ur

a

d

im

in

ui

sc

e

Le gocce di pioggia hanno un diametro che può
arrivare a 5 mm, ma si formano per aggregazione
di minuscole goccioline di acqua del diametro di
0,01 mm.

Un chicco di grandine può avere
dimensioni diverse a seconda di
quanti straterelli di ghiaccio si
sono sovrapposti.

Ogni fiocco di neve è formato da
numerosissimi cristalli di ghiaccio
a simmetria esagonale.

PRECIPITAZIONI
MEDIE ANNUE

40

°

44

°

36

°

8

°

10

°

12

°

inferiore a 500 mm

da 500 a 1000 mm

da 1000 a 1500 mm

da 1500 a 2000 mm

da 2000 a 3000 mm

superiore a 3000 mm

Le linee che
separano i diversi
colori sono isoiete.

I colori indicano la
quantità comples-
siva di pioggia,
neve e grandine
caduta mediamente
all’anno.


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11

zolfo e di azoto nell’atmosfera. Questi ossidi, venendo a contatto con l’aria umida, si

trasformano in acidi, rispettivamente in acido solforico e acido nitrico. Quando le goc-

cioline d’acqua si riuniscono per formare la pioggia, gli acidi si mescolano all’acqua e ne

derivano le piogge acide.

I serbatoi naturali di acqua, come i laghi e i fiumi, vengono acidificati. Gli organismi

che vi vivono subiscono gravi danni. Anche la vegetazione viene danneggiata.

Anche edifici e monumenti artistici possono essere alterati dalle piogge acide.

Le perturbazioni atmosferiche

Oltre alle alte e basse pressioni permanenti, alle quali si associano condizioni meteoro-

logiche relativamente stabili, esistono anche anticicloni e cicloni temporanei, che sono

responsabili di frequenti mutamenti del tempo.

Gli anticicloni determinano condizioni di «bel tempo». Infatti, a causa della pressione

più elevata, l’aria – più densa – si muove verso il basso e verso l’esterno, e abbassandosi

si riscalda; quindi, la sua umidità relativa diminuisce e non si formano nuvole.

I cicloni danno invece luogo a movimenti dell’aria dall’esterno verso il centro (dove

essa risale) e causano il raffreddamento dell’aria e la formazione di nuvole e precipita-

zioni. Perciò essi vengono chiamati anche perturbazioni atmosferiche.

Le perturbazioni atmosferiche più rilevanti sono costituite dai cicloni extratropicali

(le «nostre» perturbazioni) e dai cicloni tropicali.

I cicloni extratropicali sono perturbazioni di grande estensione dovute all’incontro,

a bassa quota, di due masse d’aria: una fredda e secca, proveniente dalle zone polari, e

una calda e umida, proveniente dalle zone tropicali.

Si muovono da Ovest a Est, spinti dai venti occidentali, con velocità di un migliaio di

kilometri al giorno.

I cicloni tropicali sono aree di bassa pressione molto pronunciata, con estensione

meno ampia di quella dei cicloni extratropicali.

I cicloni tropicali interessano le regioni situate in due fasce comprese all’incirca tra

i 5° e i 30° di latitudine, sia a Nord che a Sud dell’Equatore e possono causare danni

enormi. Si spostano dalla zona di formazione, muovendosi da Est verso Ovest, spinte

dagli alisei.

U6_P8_doc3

pioggia

Nord-Ovest (direzione del ciclone

tropicale nel nostro emisfero)

I cicloni tropicali si formano sul mare, dove l’evaporazione è
massima. L’aria molto calda e umida sale rapidamente, ruotan-
do, e così si accentua la bassa pressione, si verificano forti venti
e si formano nubi e precipitazioni torrenziali.

L’aria, nel ciclone tropicale, si
muove in senso antiorario nel
nostro emisfero (in senso ora-
rio nell’emisfero meridionale).

Perduta gran parte
dell’umidità, l’aria
diventa più pesan-
te e scende lenta-
mente nel centro
del vortice (detto
occhio del ciclone),
riscaldandosi.
Qui la condensa-
zione del vapore
si interrompe e
scompaiono nubi e
precipitazioni.


background image

12

Ancora più violenti dei cicloni tropicali, ma molto meno estesi (circa 200 m di diame-

tro), sono i tornado, o trombe d’aria.

I tornado si formano di solito da una nube temporalesca e hanno l’aspetto di lunghi

e stretti vortici, a forma di imbuto, che dalla nube raggiunge il suolo o il mare.

Nel tornado l’aria si muove a spirale, dal basso verso l’alto, attorno a un asse verticale

o inclinato di pochi gradi. Il «risucchio» è fortissimo e solleva dal suolo tutto ciò che

incontra.

Le previsioni del tempo

Le

stazioni meteorologiche misurano di continuo la temperatura, la pressione, l’umidi-

tà, le precipitazioni, i venti.

Per rappresentare la distribuzione della pressione atmosferica sulla superficie terre-

stre si usano le carte delle isobare.

Le isobare sono le linee chiuse (ideali) che uniscono i punti della superficie terrestre

che hanno la stessa pressione.

Le isobare delimitano zone dove la pressione è più alta da altre dove la pressione è

più bassa: le zone di alta pressione (A nella carta) sono chiamate anticicloni, o aree an-

ticicloniche; le zone di bassa pressione (B) sono chiamate cicloni, o aree cicloniche.

Queste carte permettono di individuare lo sviluppo dei venti.

La velocità del vento si misura con gli anemometri.

I valori misurati dalle stazioni meteorologiche vengono raccolti dagli Uffici Meteoro-

logici, dove vengono rielaborati al computer e utilizzati per disegnare altri tipi di carte:

le

carte sinottiche.

Le carte sinottiche sono carte tematiche che riguardano in modo specifico gli elementi

meteorologici come la temperatura, la pressione, i venti, l’umidità, le precipitazioni ecc.).

Tramite queste carte vengono visualizzate le previsioni del tempo.

Equatore

anticiclone

delle Azzorre

ciclone

nord-atlantico

anticiclone

sud-atlantico

B

B

B

B

B

B

A

A

A

A

pressione in millibar (in gennaio)

anticiclone

siberiano

995

990

1000 1005 1010 1015 1020 1025 1030 1035